Come leggere l’etichetta del vino: la guida
Nella cantina di
Colli del Soligo sono disponibili più di 30 varietà di bottiglie:
vini fermi o bollicine, rossi o bianchi, rifermentati in bottiglia o con fermentazione classica.
Un’altra differenziazione riguarda le
proprietà organolettiche, classificando i vini nella variante secca o morbida, con note fruttate o più decise.
Come capire quale vino è più adatto a ciascuna occasione e cosa aspettarsi a livello sensoriale dal contenuto di una bottiglia? A primo impatto sono i colori o le forme particolari che attirano l’attenzione. Tuttavia è l’
etichetta l’elemento chiave da cui è possibile evincere
le caratteristiche di un vino. Grazie ad essa è possibile percepire l’
intensità del suo sapore, se può essere più adeguato a palati delicati o a quelli che preferiscono sapori più forti.
In etichetta viene indicato anche il metodo di
fermentazione utilizzato: l’autoclave o la bottiglia. Sono presenti inoltre importanti informazioni come il territorio e le uve di
provenienza che conferiscono connotazioni uniche al vino stesso. Ne sono riportate altre, che variano in relazione al tipo di vino presente nella bottiglia e al
disciplinare di produzione.
Etichetta vino esempio: Spumante Prosecco Superiore DOCG
Esistono degli elementi sempre presenti in un'etichetta, indipendentemente dalla classificazione del vino.
- Gradazione alcolica.
- Cantina e lotto di provenienza.
- Nome del vino.
- Tipologia di vino.
- Quantità.
- Breve descrizione delle caratteristiche.
ll
Valdobbiadene prosecco superiore DOCG possiede già nel nome dei termini che ne denotano alcune particolarità.
La sigla
DOCG è l’abbreviazione di una sua peculiarità, che lo contraddistingue da tutti gli altri spumanti sul mercato: la
Denominazione d’Origine Controllata e Garantita.
Questa dicitura indica che il
Prosecco proviene da una specifica zona, le colline del
Conegliano Valdobbiadene, un’area patrimonio dell’UNESCO che si estende su 15 comuni della provincia di Treviso.
Per poter indicare questa sigla è necessario rispettare il disciplinare che delinea una serie di regole al fine di garantire l’elevata qualità del prodotto finito. Il vino, per essere DOCG, va prodotto a partire da una specifica tipologia di vitigno, l’
uva Glera, e il limite resa per ettaro
non deve superare i 130 quintali di uva.
L'abbreviazione DOCG è sempre preceduta dal nome della denominazione. Nel caso del Prosecco, la dicitura corretta è
“Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore” oppure “Conegliano Prosecco Superiore” o ancora “Valdobbiadene Prosecco Superiore”. A questa seguono ulteriori termini che ne esplicitano le ulteriori peculiarità.
Etichetta vino: la terminologia
Una delle parole che più comunemente si trovano sulle etichette dei vini è “millesimato”, seguita dall’annata. Questo termine indica che le uve utilizzate per la produzione provengono da una singola vendemmia, definita anche millesimo.
A raccontare alcuni vini della cantina di Colli del Soligo e la zona da cui questi giungono, vi è anche la parola “rive”. Nel dialetto locale indica un terreno caratterizzato da una forte inclinazione, tipico dei territori di provenienza del Prosecco DOCG.
All’interno del territorio di Conegliano Valdobbiadene, sono presenti ben 43 tipologie di rive diverse, ognuna delle quali, in relazione al tipo terreno, alla pendenza, alle temperature, all’altitudine e all'esposizione solare, conferisce al vino gusto e profumi tipici.
Nel caso specifico della cantina Colli del Soligo è presente il
Soligo Valdobbiadene Prosecco Superiore, in due versioni: Dry ed Extra Brut. Questi due termini appartengono ad una classificazione più ampia, che permette di distinguere i vini in relazione al loro
residuo zuccherino. Facendo riferimento esclusivamente a queste due varianti, lo
Spumante Dry è più
morbido e contiene
25 g/l di zuccheri, mentre l’
Extra Brut contiene solo
3g/l di residuo zuccherino e risulta molto più asciutto al palato.
Oltre ai termini riportati, se ne trovano altri sull'etichetta di un vino.
Per estendere le proprie conoscenze, non resta che dare libero sfogo alla curiosità e sperimentare le diverse tipologie di vino per imparare sul campo le singole differenze.