Colli del Soligo propone più di 30 varietà di bottiglie,
vini fermi rossi o bianchi e spumanti. Ogni vino si distingue per le sue
caratteristiche organolettiche precise (più secco o più morbido, con profumi fruttati o note più strutturate) che ne determinano l’abbinamento ideale e l’esperienza sensoriale a tavola.
Per orientarsi tra tante sfumature, l’etichetta diventa lo strumento fondamentale: è lì che troviamo tutte le informazioni come denominazione, tipologia di uve, grado alcolico o metodo di produzione.
Saper leggere un’etichetta significa quindi non fermarsi all’estetica della bottiglia, ma avere in mano una piccola guida che racconta il vino: da dove viene, come è stato prodotto e in quali occasioni può dare il meglio di sé. Un dettaglio che rende ogni scelta più consapevole e ogni brindisi più speciale.
Quali informazioni sono riportate sull’etichetta del vino?
L’etichetta riporta informazioni obbligatorie e facoltative che aiutano a riconoscere l’origine, la qualità e le caratteristiche del prodotto. Ecco gli elementi principali da conoscere.
- Denominazione: indica la tipologia di vino (es. Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG). È la prima informazione che orienta verso la zona di produzione e sul disciplinare seguito.
- Produttore o imbottigliatore: specifica chi ha prodotto e imbottigliato il vino, spesso con riferimento alla cantina o alla cooperativa di appartenenza.
- Annata: riporta l’anno in cui sono state raccolte le uve utilizzate per produrre il vino.
- Gradazione alcolica: espressa in percentuale, aiuta a capire l’intensità del vino e il suo equilibrio al palato.
- Volume nominale: la quantità di vino contenuta nella bottiglia, di norma 0,75 L per il formato standard.
- Metodo di produzione: per gli spumanti si può trovare la dicitura relativa alla rifermentazione: in autoclave (Metodo Charmat-Martinotti) o in bottiglia (Metodo Classico).
- Contiene solfiti: indicazione obbligatoria in etichetta, rivolta soprattutto a chi ha intolleranze o sensibilità particolari.
Glossario dei principali termini che puoi trovare sull’etichetta di un vino
Il vino ha un linguaggio tutto suo, fatto di centinaia di termini tecnici. Per chi lavora in cantina o è appassionato di degustazioni, queste espressioni fanno ormai parte del linguaggio quotidiano. Per chi si avvicina al mondo del vino, invece, possono sembrare complesse o poco chiare. Ecco quindi un piccolo glossario che raccoglie le parole più usate.
- Affinamento: periodo in cui il vino riposa (in bottiglia, acciaio o legno) per stabilizzarsi e arricchirsi di aromi.
- Blend (o cuvée): assemblaggio di uve o vini provenienti da diversi vitigni, annate o parcelle.
- Bouquet: l’insieme dei profumi di un vino.
- Brut / Extra Dry / Dry: indicazioni del residuo zuccherino negli spumanti.
- Metodo Classico: tecnica di spumantizzazione con rifermentazione in bottiglia.
- Metodo Martinotti (o Charmat): tecnica di spumantizzazione con rifermentazione in autoclave.
- Millesimato: spumante prodotto per almeno l’85% da uve raccolte nella stessa annata.
- Perlage: l’insieme delle bollicine che si formano in un vino spumante.
- Rive: termine tipico del Prosecco Superiore DOCG, identifica vigneti situati su colline ripide e vocate.
- Tannini: sostanze naturali dell’uva che donano al vino sensazioni di astringenza e struttura.
- Terroir: insieme di fattori naturali (suolo, clima, esposizione) che caratterizzano un vino.
Un esempio di etichetta: lo Spumante Prosecco Superiore DOCG
Facciamo un esempio pratico. Ecco l’etichetta del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG firmato Colli del Soligo. Riporta tutte le informazioni utili per conoscere il vino: la denominazione di origine, la provenienza, la tipologia “Dry” e l’indicazione “Millesimato 2024”, che segnala l’annata di riferimento.
Sono indicati anche gradazione alcolica, volume e certificazioni di sostenibilità, insieme a un QR code che rimanda alla tabella nutrizionale completa.