La primavera, per noi di Colli del Soligo, segna un nuovo inizio. In questo periodo, le giornate si allungano, l’aria si fa più tiepida, e le piante si risvegliano lentamente. Foglie e boccioli iniziano a comparire tra i tralci spogli, anticipando uno dei momenti che conosciamo meglio e che ogni anno aspettiamo con trepidazione: la fioritura.
Tra fine maggio e inizio giugno, l’aria si riempie di un
profumo leggero e caratteristico: è il segnale che i minuscoli fiori della vite stanno sbocciando. Non sono vistosi, non hanno petali colorati, ma rappresentano per noi l’inizio di un lungo processo che culminerà con la vendemmia.
È proprio da questi piccoli fiori che iniziano a formarsi i grappoli dell’
uva Glera, la varietà da cui produciamo il nostro
Prosecco Superiore DOC.
Il ciclo dell’uva Glera: dal fiore al frutto
La trasformazione della vite Glera in grappoli pronti per la vendemmia è un processo affascinante che attraversa diverse fasi. Ecco i principali passaggi:
- Fioritura: i fiori della vite Glera contengono sia gli organi maschili (stami) sia quelli femminili (pistillo). La fioritura avviene tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate, quando cade la caliptra – una membrana composta da cinque petali fusi tra loro – e si rendono visibili le parti riproduttive.
- Fecondazione: una volta aperti i fiori, ha luogo l’impollinazione. Se il processo va a buon fine, si passa alla fase successiva: l’allegagione.
- Allegagione: inizia la trasformazione da fiore a frutto. I futuri acini cominciano a formarsi e a crescere. All’interno della bacca si sviluppano i semi, detti vinaccioli, mentre il frutto cresce progressivamente fino alla fine di luglio, massimo inizio agosto, quando si possono osservare i grappoli ancora verdi e spargoli, ovvero con acini ben distanziati tra loro.
- Invaiatura: tra fine agosto e le prime settimane di settembre, l’acino cambia struttura: gli zuccheri (soprattutto glucosio e fruttosio) iniziano a prevalere sugli acidi, il frutto si ingrossa, la distanza tra gli acini si riduce, e la buccia assume la tipica colorazione giallo dorato della Glera.
Così, tra natura, esperienza e pazienza, si compie il primo passo verso la maturazione delle uve e la produzione del Prosecco Superiore. Un percorso che viviamo ogni anno, ma che non smette mai di sorprenderci.
Quali sono le caratteristiche dell’uva Glera
La Glera è un’
uva a bacca bianca dalle origini antiche, coltivata da secoli nelle regioni del Nord-Est Italia. Già conosciuta in epoca romana con il nome
vinum pucinum, oggi è il vitigno simbolo delle nostre
colline tra Conegliano e Valdobbiadene, dove trova il suo habitat ideale.
I suoi
grappoli sono
grandi,
allungati e dalla forma conica. Gli
acini, di forma ellittica o tondeggiante, hanno una
buccia sottile dal colore giallo verdognolo, che tende al dorato con la maturazione. All’interno, la polpa è succosa e dal
sapore delicato, leggermente aromatico. Anche se la Glera è destinata quasi esclusivamente alla produzione di vino, è
un’uva che si può gustare anche al naturale: il suo sapore è piacevole, anche se più sobrio rispetto a quello delle uve da tavola.
Il
Prosecco che se ne ricava, invece, è
fresco,
vivace,
leggero,
e riconoscibile al primo sorso. Al naso spiccano note fruttate di mela verde, pera, pesca bianca e agrumi, accompagnate da sentori floreali di acacia e fiori di campo. Al palato è equilibrato, con una
buona acidità e una gradazione alcolica moderata, caratteristiche che lo rendono perfetto per la spumantizzazione. È proprio grazie alla sua
struttura semplice ma elegante che la Glera riesce a dare vita a uno dei vini più apprezzati e versatili al mondo.
Come si ottiene il Prosecco dalle uve Glera
Quando la Glera si avvicina alla piena maturazione, ce ne accorgiamo subito. Gli acini cambiano aspetto: la buccia si fa più sottile, morbida, quasi elastica. Anche la polpa diventa più succosa, e il chicco assume una trasparenza che lascia intravedere i vinaccioli al suo interno. È in questo momento che
gli aromi varietali raggiungono la loro massima espressione. Per noi, questo è il segnale che il grappolo è pronto per essere raccolto.
La vendemmia avviene tra fine agosto e metà settembre, e nelle colline di Conegliano Valdobbiadene è ancora oggi una
vendemmia eroica.
Raccogliamo tutto a mano, su pendii ripidi dove le macchine non possono arrivare, selezionando grappolo per grappolo e riponendoli in cassette per conservarne intatta la freschezza.
Una volta in cantina, inizia la vinificazione che porterà alla nascita del nostro Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG. È il frutto di un lavoro che dura un anno intero, tra natura, esperienza e attenzione. Ogni passaggio, dalla vigna al calice, racconta l’identità del nostro territorio.